Archivi del mese: febbraio 2017

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I miei consigli per redigere un Business Plan che si fa leggere

Sto notando con piacere che molte medie e piccole aziende, che per tanti anni hanno operato affidandosi all’intuito e all’esperienza dell’Imprenditore o di Managers, sentono l’esigenza di pianificare il loro futuro in maniera più strutturata dotandosi di un Business Plan.

A parte il caso di start up, dove avere un Business Plan è imprescindibile, questa esigenza è sentita particolarmente quando l’azienda vuole lanciare un nuovo business o entrare in nuovi mercati, o quando ha bisogno di accedere a finanziamenti o di trovare soci/acquirenti. Spesso il propulsore del Business Plan è la seconda generazione imprenditoriale, che vuole rinnovare l’azienda e chiarire i suoi percorsi di sviluppo.

A queste aziende “lungimiranti” la prima cosa che dico quando inizio con loro un percorso di business planning è che il valore di un Business Plan non sta nell’avere un documento sulla strategia, ma nel mettere in atto in azienda il processo che porta alla sua formulazione e attuazione. Sosteneva Winston Churchill in uno dei sui aforismi più celebri:

Il piano non è nulla, la pianificazione è tutto

In questo caso però che il piano non sia nulla non è proprio vero, o perlomeno non deve esserlo. Il Business Plan va presentato una o più volte, e va “consegnato” in forma cartacea ed elettronica a chi ha il potere decisionale e a chi il piano dovrà attuarlo. E come la presentazione deve essere chiara, accattivante e convincente, così deve esserlo il documento del Business Plan per evitare “l’effetto archivio” e quindi l’oblio.

Per redigere un Business Plan che stimoli la lettura, che convinca e che diventi un vademecum operativo per l’attuazione della strategia aziendale, secondo la mia esperienza si deve porre attenzione a due aspetti importanti del documento:

il layout e l’Executive Summary

  1. Il layout e l’aspetto grafico: dando per scontato che debba essere scritto in un italiano (e un inglese) corretto, il documento deve essere facile da comprendere e piacevole da leggere.indice business plan
  • A cominciare dal layout delle pagine: caratteri non troppo piccoli (io uso una dimensione 11 o 12), interlinea non troppo fitta (1,5 va bene), titoli ben evidenti e corrispondenti all’indice, logo dell’azienda in copertina ed in ogni pagina.
  • L’indice, posto all’inizio del documento, deve illustrare al lettore cosa troverà esattamente nel piano e dove (corretta indicazione di capitoli, paragrafi e numeri di pagina).
  • Quando possibile è opportuno inserire nel testo immagini che facilitino la comprensione (per esempio rendering o piantine degli edifici, foto dei prodotti) o che chiariscano dei concetti (grafici per la parte finanziaria, modelli di organigramma).
  • I dati di dettaglio non devono essere riportati nel piano, ma aggiunti come allegati in un documento separato; gli allegati si devono però citare correttamente nel piano e il loro elenco deve essere riportato alla fine del documento.

 

  1. l’Executive Summary: è la sintesi del Business Plan, che viene posta all’inizio del documento (dopo l’indice) ma viene scritta solo dopo aver completato tutto il Business Plan. In molti casi il lettore deciderà se proseguire o meno la lettura del piano dopo avere letto l’Executive Summary.executive summary

Per questo deve essere scritto in modo scorrevole e “avvincente”, quasi fosse l’incipit di un romanzo, e deve contenere tutti gli elementi di interesse per chi legge:

  • in quali mercati e con quali prodotti l’azienda farà business
  • quali obiettivi si pone nel medio e breve termine
  • quale valore porterà ai suoi clienti e in che modo
  • con quali strutture e con quali persone.
  • con quali ritorni economici e con quali investimenti

Un buon Executive Summary non supera le 3 pagine di lunghezza, ma scriverlo bene richiede impegno e soprattutto tempo, e diverse revisioni per renderlo il più efficace possibile.

Per concludere su questo aspetto, mi viene ancora in aiuto un aforisma, questa volta di Blaise Pascal:

Scusami se ti ho scritto una lettera lunga, non ho avuto il tempo per scriverla più corta