Archivi categoria: Export FAQ

Export FAQ numero 11: quali dati devo raccogliere per capire un nuovo mercato?

Nella fase di analisi nella nostra strategia di internazionalizzazione, quella della raccolta e dell’elaborazione dei dati sui diversi mercati esteri, l’azienda si chiede:

quali sono i dati più importanti che devo raccogliere nei vari mercati?

Questi dati si possono distinguere in 3 tipologie.

La prima riguarda gli indicatori di tipo demografico ed economico; quindi dati sulla popolazione, sul reddito, sul PIL per i diversi settori, e così via.

La seconda tipologia di dati riguarda gli indicatori del mercato di riferimento, il macro mercato in cui l’azienda si trova a fare business; il mercato automotive, piuttosto che quello dell’arredamento o del food.

La terza tipologia di dati, i più difficili da reperire, riguardano il mercato specifico dell’azienda, il suo prodotto tipico; quindi per esempio nel mercato automotive possono essere le attrezzature per i centri di revisione, o nel mercato dell’arredamento i sistemi di verniciatura per le porte e le finestre.

La cosa importante è individuare bene gli indicatori più significativi, ma contenerne il loro numero al massimo in una quindicina per non rendere l’analisi troppo lunga e troppo complicata.

Le Export FAQs sono le domande che aziende e imprenditori si pongono più spesso riguardo alla strategia di internazionalizzazione. In questi video in un minuto cerco di dare delle risposte e fornire spunti di riflessione.

Clicca qui http://channelmarketing.it/tools-1/export%2520faq.html  per visualizzare i video di tutte le Export FAQ

Export FAQ numero 10: come funziona un mercato in cui voglio entrare o crescere?

Una domanda basilare che si pone un’azienda prima di entrare in un nuovo mercato, o quando vuole crescere in un mercato in cui è già presente, è:

come funziona questo mercato?

Per rispondere a questa domanda è utile delineare la Mappa del Mercato. Questa mappa mostra come i prodotti nostri e dei nostri concorrenti arrivano dai produttori agli utilizzatori finali.

La mappa mette in evidenza il ruolo che hanno tutti i canali distributivi, e anche altri attori presenti nel mercato come influenzatori, opinion leader e così via.

È necessario cercare di stimare anche le quote e i quindi i volumi che passano attraverso ogni canale, per potere avere un’idea del suo peso rispetto agli altri canali.

Per tracciare la Mappa del mercato il processo corretto è partire dagli utilizzatori finali, elencandoli tutti e segmentandoli, e a ritroso andare a ricostruire il percorso attraverso il quale i prodotti arrivano dai fornitori agli utilizzatori.

Quindi per capire come un mercato funziona tracciate per prima cosa una Mappa del Mercato!

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Export FAQ numero 8: disponiamo di risorse finanziarie adeguate per affrontare i mercati internazionali?

La strategia di internazionalizzazione può essere costosa, e soprattutto le PMI fin dall’inizio si pongono questa domanda:

avrò la capacità di sostenere finanziariamente questa strategia, e dove posso andare a reperire i capitali necessari?

A questo riguardo mi sento di dare due consigli (più uno).

Il primo è quello di valutare bene fin dall’inizio il fabbisogno finanziario dell’azienda riguardante il progetto di internazionalizzazione, e l’impatto che avrà sulla situazione patrimoniale aziendale. Si deve considerare anche il fattore rischio di operare sui mercati esteri,

Il secondo consiglio, nel caso l’azienda non abbia sufficienti risorse proprie, è di considerare per l’accesso al credito un ventaglio di possibilità. Oltre alle banche e agli istituti finanziari, si devono prendere in considerazione tutta una serie di agevolazioni e di incentivi che vengono proposti da organismi come il Ministero del Commercio con l’Estero e le Camere di Commercio. Senza trascurare il ricorso a SIMEST, che opera per conto della Cassa Depositi e Prestiti.

Su questo ultimo aspetto arriva il terzo consiglio, che è quello di farsi aiutare da degli specialisti di settore.

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Export FAQ numero 7: siamo abituati a predisporre piani, obiettivi e budget commerciali?

Per affrontare l’internazionalizzazione da un punto di vista strategico, che è poi il giusto approccio, un’altra domanda importante che deve porsi l’azienda è questa:

quanto siamo abituati e quanto siamo strutturati per lavorare in termini di pianificazione, di obiettivi, di risorse, di budget?

Questo è un argomento che riguarda sia l’aspetto marketing che quello commerciale dell’azienda. I due reparti devono sforzarsi di stabilire insieme degli obiettivi prima di tutto realistici sui mercati, che non siano solo frutto di “wishful thinking” o un esercizio da parte del commerciale per rassicurarsi il raggiungimento dei budget di vendita.

Devono poi legare questi obiettivi a delle strategie, a delle attività e a delle risorse da mettere in campo. In questo modo sarà poi possibile monitorare come sta procedendo il progetto di internazionalizzazione, per potere eventualmente apportare gli opportuni correttivi.

È solo su queste basi che l’internazionalizzazione dell’azienda potrà procedere in linea con la strategia stabilita, e conseguire il successo nel medio/lungo periodo.

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Export FAQ numero 6: Il nostro personale è preparato e motivato per affrontare i mercati esteri?

Alla base del successo di una strategia di internazionalizzazione, e più in generale di tutta la strategia aziendale, ci sono sempre le persone.

Abbiamo già parlato del commitment della proprietà e del management dell’azienda, ma un’altra domanda fondamentale a questo riguardo è:

abbiamo le persone adeguate per sostenere una strategia sui mercati esteri?

La risposta a questa domanda richiede di esaminare due aspetti.

Uno è quello degli skills, delle capacità tecniche dei nostri collaboratori. Queste possono essere facilmente verificate: oltre le lingue, altri skills possono riguardare la conoscenza della contrattualistica internazionale o di altri elementi tecnici che riguardano il commercio con l’estero come le procedure doganali, e così via.

Un altro aspetto è quello della motivazione: le persone che si interfacceranno direttamente con i nostri clienti esteri sono motivate? Hanno dentro di loro quella voglia e quella curiosità di confrontarsi con persone di culture diverse? E’ questo un aspetto di importanza fondamentale, che non dobbiamo assolutamente trascurare se vogliamo che la nostra strategia di internazionalizzazione sia poi messa in pratica.

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Export FAQ numero 5: hai un sistema informativo di marketing?

Altra domanda fondamentale che le aziende si pongono, o meglio in questo caso dovrebbero porsi, ai fini di elaborare una strategia di internazionalizzazione è questa:

il nostro marketing è in grado di raccogliere ed elaborare informazioni sul mercato, sui clienti, sui canali distributivi, sui concorrenti?

Se non operiamo ancora a livello internazionale dobbiamo porci questa domanda relativamente al mercato locale.

Questa è una questione di marketing intelligence: deve esistere un sistema per raccogliere ed elaborare le informazioni, il cosiddetto sistema informativo di marketing, che sia anche in grado di fornire queste informazioni in una modalità utile per poi prendere le decisioni strategiche.

Se vogliamo affrontare i mercati internazionali dal punto di vista strategico e non solo opportunistico, il sistema informativo di marketing è una condizione essenziale.

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Export FAQ numero 4: quanto è conosciuto il nostro brand a livello internazionale?

Le aziende che hanno già un’attività all’estero ma che vogliono espandere la loro presenza in altri mercati, o consolidare la loro strategia di internazionalizzazione, si pongono spesso una domanda riguardo al loro brand:

quanto è conosciuto il mio marchio a livello internazionale?

Un brand conosciuto facilita le attività di marketing e comunicazione, rende più facile entrare in contatto con nuovi clienti, e se è un brand apprezzato in qualche modo certifica la qualità e la validità dei miei prodotti.

Ma la risposta alla domanda sulla conoscenza del brand non deve essere data in modo semplicistico, basandosi magari su opinioni dei commerciali o dei clienti che abbiamo. Soprattutto per i mercati strategici sono necessarie delle ricerche di mercato specifiche che devono andare a investigare due aspetti:

quanto è conosciuto il mio brand, la cosiddetta awareness

quanto il mio brand è apprezzato, la reputazione

Questi sono due elementi basilari su cui poi andare a costruire la strategia di marketing e di comunicazione nei nuovi mercati.

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Export FAQ numero 3: il nostro prodotto è adatto ai mercati esteri?

Un’altra fondamentale domanda che devono porsi le aziende per affrontare i mercati esteri riguarda il prodotto ed è questa:

quanto è adeguato il nostro prodotto per essere venduto sui mercati internazionali?

Sembra una domanda banale ma in realtà è piuttosto complessa.

Prima di tutto perché deve essere posta per ogni singolo paese nel quale si intende esportare o fare business.

In secondo luogo questa domanda richiede due tipologie di analisi.

Una da un punto di vista dei clienti, quindi rispetto alle loro esigenze e ai loro problemi: quanto è adatto il nostro prodotto a risolvere questi problemi e a risolvere queste esigenze, e come deve essere eventualmente modificato.

Il secondo tipo di analisi riguarda invece le regolamentazioni e gli standard che possono esistere in un paese, in materia per esempio di sicurezza. Dobbiamo verificare se il nostro prodotto può rispondere a questi standard o deve essere eventualmente adeguato.

Solamente facendo questo tipo di analisi possiamo evitare di incorrere in brutte sorprese una volta entrati in un nuovo mercato.

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Export FAQ numero 2: la dimensione dell’azienda è in grado di supportare una strategia di internazionalizzazione?

Continuiamo con le nostre Export FAQ, le domande frequenti che si pongono le aziende riguardanti l’internazionalizzazione.

La seconda domanda che prendiamo in considerazione è:

la nostra azienda ha le dimensioni sufficienti per supportare una strategia sui mercati esteri?

In realtà le dimensioni aziendali, intese come volume di fatturato, non influiscono tanto sulla capacità di fare internazionalizzazione, quanto sulle modalità con cui verrà attuata questa strategia.

Per esempio un’azienda con un fatturato alto, una grande “potenza di fuoco” potrà considerare subito degli investimenti sui mercati esteri. Le aziende più piccole invece dovranno pensare a degli step intermedi per andare all’estero, iniziando per esempio con l’esportazione indiretta o diretta.

Un’altra considerazione che riguarda le dimensioni, è verificare per le aziende che già operano sui mercati esteri come il fatturato generato è ripartito fra i diversi mercati. Questo al fine di valutare come vengono effettivamente impiegate le proprie risorse, e cercare di mettere in atto una ripartizione più mirata all’importanza dei mercati.

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